Un percorso per sviluppare metodo, autonomia e fiducia nelle proprie capacità, imparando a organizzare meglio il proprio lavoro.

Uno spazio dedicato a compiti, studio e apprendimento, dove bambini e ragazzi possono trovare supporto nello svolgimento delle attività scolastiche.
Per scuola primaria e secondaria. A volte, per imparare qualcosa, serve qualcuno che ci spieghi in modo diverso un argomento. È da questa idea che nasce il progetto di supporto ai compiti: un’attività pensata per ragazze e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado, accompagnati nello studio da un gruppo di studentesse delle scuole superiori. Sono ragazze che studiano ancora, che vivono il nostro paese e che hanno scelto di mettere a disposizione le proprie competenze. Ognuna ha le sue materie preferite e le sue capacità: chi è più portata per le discipline umanistiche, chi per quelle scientifiche. Insieme si organizzano per coprire le diverse fasce d’età e le diverse esigenze, creando una piccola squadra capace di affrontare materie e problemi differenti.

IMPARARE INSIEME NON UN DOPOSCUOLA, MA UN AIUTO A DIVENTARE AUTONOMI
Non fare i compiti al posto loro. L’obiettivo non è arrivare alla fine della pagina con tutti gli esercizi completati. È arrivarci sapendo un po’ meglio come farli da soli. Per questo il supporto parte dalle difficoltà specifiche di ogni ragazzo: comprendere un testo, organizzare lo studio, affrontare un problema di matematica, preparare un’interrogazione o semplicemente capire da dove cominciare. L’aiuto più importante, spesso, non è dare la soluzione. È insegnare un metodo. Imparare a dividere un compito in parti più piccole, organizzare il tempo, riconoscere ciò che non si è capito, cercare una strategia diversa quando la prima non funziona. Sono competenze che vanno ben oltre il singolo compito.

DUE GENERAZIONI CHE SI INCONTRANO
C’è poi qualcosa di particolare nel fatto che a sostenere i più piccoli siano ragazze poco più grandi di loro. Non sono insegnanti. Sono studentesse che fino a qualche anno prima si trovavano dall’altra parte del tavolo. Conoscono le difficoltà della scuola, le materie che sembrano impossibili, l’ansia prima di un’interrogazione e quella sensazione di non sapere da dove cominciare. E proprio perché la distanza è piccola, può essere più facile chiedere, provare, sbagliare e riprovare. Anche le ragazze che aiutano, però, stanno imparando qualcosa. Spiegare un concetto a qualcun altro significa scoprirne i passaggi, trovare parole diverse, capire dove l’altra persona si è bloccata. Significa imparare ad ascoltare e ad avere pazienza. Insegnare, in questo senso, è anche un modo per imparare meglio.

QUANDO IL COMITO DIVENTA UN OBIETTIVO
A giugno, per esempio, il supporto si è trasformato in qualcosa di più impegnativo: hanno accompagnato nella preparazione dell’esame conclusivo della scuola media. Non soltanto ripassare gli argomenti, ma organizzare il lavoro, affrontare le diverse materie e arrivare all’esame con maggiore sicurezza. È in momenti come questo che si comprende il valore di un aiuto che non si limita alla singola difficoltà. Perché dietro un esame, un’interrogazione o un compito c’è spesso una domanda più grande: “Sono capace di farcela?” Avere accanto qualcuno che aiuta a trovare il proprio modo di farcela può fare una grande differenza.

UN PROGETTO CHE GENERA ALTRI PROGETTI
C’è infine un aspetto che rende questa iniziativa ancora più interessante. Le ragazze non si limitano a offrire il loro tempo: attraverso questa attività finanziano anche un loro progetto interno di web radio. È un piccolo esempio di come un’attività possa generare qualcosa di nuovo. I più grandi aiutano i più piccoli. I ragazzi imparano a collaborare e a prendersi responsabilità. Le competenze diventano un modo per sostenere altre idee. E così il valore del progetto non si esaurisce nel tempo passato sui libri. Una ragazza aiuta un ragazzo a diventare più autonomo. Quel lavoro sostiene un nuovo progetto. E quel nuovo progetto può diventare un’altra occasione per imparare, creare e stare insieme. Forse è proprio questo il senso più bello del supporto ai compiti: non dare semplicemente una mano oggi, ma aiutare qualcuno a scoprire di poter fare da solo domani.